Emergere per essere felici.

amare

Le nostre idee a volte sono così ferme che in noi non può esserci evoluzione.
Le nostre idee sono così fisse che è veramente difficile trovare delle soluzioni.
Ciò che blocca la nostra crescita interiore sono proprio quelle convinzioni che costruiamo a causa dell’aggrapparsi agli oggetti esterni.


Abbiamo costruito una fiducia estrema nei nostri sensi, e questi non solo ci hanno confuso, ma nel tempo ci hanno sempre deluso. Ma noi siamo così assorbiti dal mondo esterno che i nostri sensi fanno da guida.
L’errore non sta nelle persone che all’inizio ci piacciono e poi ci deludono, non sta nel avere una brutta considerazione delle persone che non ci piacciono, a volte però attraverso i nostri sensi non abbiamo né sensazioni piacevoli e spiacevoli verso quel determinato oggetto, e questo dipende non da chi si presenta ai nostri occhi, non dipende da quale sensazione abbiamo di quel determinato oggetto, che sia una persona o inanimato.


Queste idee che abbiamo verso gli altri, che siano piacevoli, spiacevoli o neutre, dipendono da qualcosa che non sta al di fuori di noi, perché se realmente fosse così, tutte le volte che avremmo trovato il colpevole della nostra insoddisfazione, ne dovremmo essere liberi.
Invece non è così…
Se vogliamo essere liberi e felici, dovremmo pensare e agire diversamente.
Dovremmo rivolgere lo sguardo dentro, senza autocommiserazione e autogratificazione.
Queste due sono i colpevoli, ma non i mandanti, dobbiamo scendere più a fondo, e chiederci, da dove nasce questa insoddisfazione, e non chiederci questo mi fa felice e questo mi fa soffrire rivolgendoci a ciò che incontriamo.
Ma dovremmo provare a incontrare noi stessi, e chiederci che se tutto intorno a me muta, se il mio corpo invecchia e un giorno dovrò lasciarlo, ma allora perché mi aggrappo e creo idee sbagliate sul mondo che mi circonda, pensando che questo, che io possa vivere per sempre.


Se non smettiamo di vedere le cose impermanenti come permanenti, avremo con noi sempre questa sensazione di vuoto, insoddisfazione, di ricerca, e tante volte ci ritroveremo a cambiare e cercare qualcosa che non sta fuori, e che non è mai stata lontana. Ciò di cui abbiamo bisogno realmente è fermarsi e riflette in modo costruttivo, autentico, analizzare investigando sulla natura della sofferenza, sulla natura dei fenomeni.
Al momento che vedremo direttamente la natura dei fenomeni, della nostra mente, già in quel momento inizierà la nostra felicità.
Ma se continuiamo a comportarci come bambini che pretendono un qualcosa che non porterà mai piena soddisfazione, allora la nostra vita sarà dettata dall’ego e dalle nostre azioni. I veri colpevoli.

di Ignazio Tenzin Dorje

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